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  • Palazzo Vecchio

    “No!” Langdon

    indicò l’imponente edificio in lontananza, al di là della finestra

    “Ho riconosciuto

    Palazzo Vecchio."

  • Campanile Giotto

    "Davanti a loro si ergeva l’inconfondibile sagoma

    di un campanile...

    Il campanile di Giotto..."

  • Battistero

    "Finché non ci entri” rammentò a se stesso

    Langdon,

    visualizzando gli stupefacenti mosaici dell’interno..."

Un libro tre città

inferno

Robert Langdon è tornato. Per la prima volta ha abbandonato il suo completo in Harris Tweed ed il suo inseparabile orologio di Topolino per indossare un completo Brioni e risolvere un nuovo mistero italiano. Il libro Inferno parte da queste novità per affrontare un enigma dove tutti i personaggi non sono quello che sembrano.

Fra tanti colpi di scena, vere protagonisti del libro sono le tre bellissime città che fanno da sfondo all’avventura: Firenze, Venezia e Istanbul. In questo sito troverete tutte le location visitate nella corsa contro il tempo di Sienna e del Prof. Langdon per...

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Vi offriamo la possibilità di vedere Firenze sotto una prospettiva diversa, tutto quello che dovete fare è prenotare il tour.

Il programma

Il tour include: una guida esperta, biglietti di entrata, pranzo e caffè
Il tour è organizzato dal tour operator fiorentino Vinarium.

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Battaglia di Marciano della Chiana

Giorgio Vasari ha affrescato la grande parete est del Salone dei 500 illustrando mirabilmente la vittoria fiorentina della Battaglia di Marciano, battaglia cruentissima, dove cadde definitivamente Siena e Firenze divenne potenza assoluta in mano alla famiglia de’Medici.
Su di un vessillo in alto si può leggere “Cerca trova”. Si narra che il Vasari lo abbia scritto dando un  indizio per cercare il dipinto della Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci che sarebbe dovuto essere sulla stessa parete, sotto al suo.

Storia della Battaglia di Marciano della Chiana

I fiorentini, governati dalla famiglia de’ Medici nel 1554 inviarono l’ esercito nella zona di Arezzo che si era ribellata, suscitando le paure dei senesi. Siena, che sino ad allora era riuscita a conservare la propria indipendenza, temeva ora di essere annientata. Pertanto organizzò un contrattacco e, occupati Lucignano e Chiusi, le truppe senesi  comandate da Piero Strozzi  puntarono su Marciano, accerchiandolo. Ma i fiorentini avevano munito la rocca con un presidio di mille fanti. Il comandante della piazzaforte Lattanzio Pichi, temendo di essere sconfitto si arrese allo Strozzi. Poco dopo cadde anche Foiano. Il Marchese di Marignano, fedele ai Medici, accampato all'assedio di Monte San Savino, si spinse verso Marciano per attaccare lo Strozzi. Un enorme numero di uomini venne a trovarsi tra Marciano e Pozzo. Il 1° agosto del 1554. I due schieramenti, in pieno assetto di guerra e forti di decine di migliaia di uomini vennero allo scontro. Le truppe senesi vennero sopraffatte e in parte annientate. Questa grande battaglia del '500 passò alla storia come Battaglia di Marciano, perché la rocca venne ad essere il riferimento della battaglia.
A ricordo della grande battaglia che sconfisse definitivamente Siena, Cosimo I ordinò al Bartolomeo Ammanati di edificare un tempio nel luogo della vittoria e una colonna marmorea venne eretta in Firenze, in piazza S. Felice. La fedeltà a Firenze fu ripagata col permesso di poter apporre sullo stemma comunale lo stesso Giglio di Firenze. Marciano restò dominio di Firenze sino al 1860.

Battaglia di Marciano

Giorgio Vasari

Giorgio Vasari, pittore e architetto, esponente di una pittura eclettica che segna il passaggio alla stagione manieristica, nasce il 30 luglio 1511 ad Arezzo e muore a Firenze nel 1574.
 Più che per la sua produzione artistica, Giorgio Vasari è ricordato prevalentemente per la sua attività di storiografo e critico d'arte per le "Vite de più eccellenti pittori, scultori et architetti" di cui si ha una prima edizione risalente al 1550 ed una seconda del 1568 più ampliata.
Ancora giovanissimo divenne allievo di G. de Pierre de Marcillat, un pittore molto abile nel realizzare vetrate, successivamente si trasferì a Firenze per proseguire gli studi. Nel 1529 visitò Roma dove studiò le opere di Raffaello e degli altri artisti del Rinascimento romano; lo studio e l'ispirazione all'arte di Michelangelo e di Raffaello sono evidenti nelle sue opere pittoriche. Notevoli testimonianze delle sue migliori pitture si trovano in Palazzo Vecchio a Firenze, dove Cosimo I de’ Medici lo nominò Ministro dei beni culturali e gli ordinò, come architetto, di magnificare il potere mediceo con la creazione degli Uffizi, il Corridoio Vasariano e soprattutto trasformare l’interno di Palazzo Vecchio in una residenza principesca, a partire dalla realizzazione del magnifico Salone dei cinquecento con l’affresco sul soffitto del Trionfo del Principe  e con i grandiosi affreschi sulle pareti a celebrare le vittorie di Cosimo sulle città Toscane.  Durante il suo intervento in Palazzo Vecchio, nel 1570 Francesco, il figlio di Cosimo  volle uno spazio soltanto per sé,  per coltivare le sue passioni, quali l’arte e l’alchimia. Qui il genio di Vasari partorisce uno spazio non grande ma di enorme impatto artistico. Questa stanza realizzata al primo piano di Palazzo Vecchio è a forma di scrigno, ed è completamente affrescata dai migliori pittori dell’epoca e, coperti dai dipinti ci sono cassetti e sportelli segreti per contenere il materiale per gli esperimenti.
Dopo aver accumulato una considerevole fortuna, sia come pittore che come architetto, Giorgio Vasari ritornò ad Arezzo dove costruì nel 1547 una bella casa in città, l’artista ne decorò le pareti e le volte con dipinti. Oggi questa casa è stata adibita a museo.

Botticelli - Mappa dell'Inferno

Sandro Botticelli, vero nome Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, è nato il 1 marzo 1445 a Firenze e vi è morto il 17 maggio 1510.
Iniziò il suo apprendistato presso la bottega di Filippo Lippi con cui dipinse nel Duomo di Prato. Durante il periodo passato alla bottega di Lippi dipinse molte Madonne  con lo stile del suo maestro. Alla morte di Lippi nel 1469, aprì lui stesso una bottega ed iniziò la sua produzione personale di pitture influenzata dal Pollaiolo e dal Verrocchio. Nel 1472 si iscrisse alla Compagnia di San Luca,  la confraternita degli artisti a Firenze. Nel 1475 iniziò a lavorare per la famiglia de’ Medici che gli commissionò moltissimi lavori per abbellire le loro dimore.
Dal 1478 ebbe inizio la serie delle allegorie e dei miti antichi: «La Primavera» del 1478, «Pallade doma il centauro» del 1482, «Venere e Marte» del 1483 e la «Nascita di Venere» del 1484. In questo stesso periodo, 1481-82, venne chiamato a Roma per collaborare agli affreschi della Cappella Sistina. Sono questi gli unici lavori che realizzò lontano da Firenze.
In seguito la sua produzione pittorica continuò, restando sempre fedele al suo stile fatto di raffinata eleganza e di affascinanti eteree figure, mentre la scelta dei soggetti subì invece una variazione, tornando a prevalere i soggetti religiosi sui temi mitologici, scelta dovuta ad una variazione dei tempi coincidente con la morte di Lorenzo de’ Medici (1492.)
Dal 1490 al 1497 dipinse l’Illustrazione della Divina Commedia (conservata in parte presso il Gabinetto delle stampe del Staatlische Museen di Berlino e in parte presso la Biblioteca Vaticana).

 Sandro Botticelli - Mappa dell'Inferno Sandro Botticelli - La Primavera

Santa Croce

Il complesso di Santa Croce è strettamente collegato, fino dal 1227, alla presenza dei Francescani.

Poco dopo la morte di San Francesco, i Francescani costruirono una piccola chiesa nel luogo dell'odierna Santa Croce, che ampliarono nel 1252. Nel 1967 furono ritrovati i resti del primo edificio.

Nel maggio del 1294 iniziarono i lavori per la nuova chiesa, progettata da Arnolfo di Cambio, il quale riuscì a fondere l'ideale fiorentino della bellezza delle forme semplici in un vastissimo spazio (115 metri di lunghezza e 195 di larghezza della navata centrale).

La costruzione terminò nel 1380. Nel 1512 dopo il crollo del primo campanile, ne fu eretto un altro (1842), progettato da Niccolò Baccanti. La facciata marmorea della chiesa fu invece costruita da Niccolò Matas dal 1853 al 1863.

Santa Croce è la chiesa fiorentina più ricca di opere d'arte. Al suo interno, preziosissimi affreschi di Giotto, il pulpito di Benedetto da Maiano, il monumento funebre di Vittorio Alfieri del Canova, l''Annunciazione di Donatello e molti altri capolavori.

Le ricche famiglie fiorentine del XIII secolo donarono ai francescani grandi somme per avere il privilegio di seppellire i loro defunti nelle cappelle del coro ed apporre così i loro stemmi. Alla fine del XIV secolo la chiesa divenne anche luogo di sepoltura di personaggi illustri, tra i quali Dante, Galilei, Machiavelli, Foscolo e Rossini.

All'interno del complesso di Santa Croce, oltre ad un chiostro, il Museo, ricco di capolavori come il Crocifisso di Cimabue, gli affreschi dell'Orcagna ed un bronzo dorato di Donatello.

La basilica di Santa Croce si affaccia sull'omonima vasta piazza.

Al numero 21 di Piazza Santa Croce si può ammirare il Palazzo dell'Antella, la cui facciata nel 1629 fu interamente affrescata in soli venti giorni da una squadra di abili pittori su commissione di Niccolò dell'Antella. Successivamente questo palazzo venne indicato come il "Palazzo degli sporti". Dalle sue finestre si affacciavano infatti  gli spettatori per assistere alle partite del "calcio in costume".