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  • Vasari

    "Sienna sembrava confusa. "Ma non capisci? Non mi stavo

    scusando.

    Stavo pronunciando il nome dell’artista.

    Va… sari, Vasari!""

  • Santa Croce

    "Per completare la nostra galleria dantesca,

    ecco una statua

    che si trova in piazza

    Santa Croce..."

  • Battistero

    "Finché non ci entri” rammentò a se stesso

    Langdon,

    visualizzando gli stupefacenti mosaici dell’interno..."

Un libro tre città

inferno

Robert Langdon è tornato. Per la prima volta ha abbandonato il suo completo in Harris Tweed ed il suo inseparabile orologio di Topolino per indossare un completo Brioni e risolvere un nuovo mistero italiano. Il libro Inferno parte da queste novità per affrontare un enigma dove tutti i personaggi non sono quello che sembrano.

Fra tanti colpi di scena, vere protagonisti del libro sono le tre bellissime città che fanno da sfondo all’avventura: Firenze, Venezia e Istanbul. In questo sito troverete tutte le location visitate nella corsa contro il tempo di Sienna e del Prof. Langdon per...

Prenota il tuo tour a Firenze

ssh24Se avete amato, come noi, le avventure di Langdon fra le strette vie di Firenze, non potete fare a meno di provare il tour della città.

Il tour inizia alle 9,15 da Boboli per poi attraversare Ponte Vecchio ed offrire una visita approfondita a Palazzo Vecchio. Continua con la Badia Fiorentina, dove il libro inizia, e prosegue con la Chiesa di Dante dove potete avere un approfondimento sulla Divina Commedia.

Immergetevi in questo tour speciale sulle tracce di Bob Langdon e cogliete l'occasione per vedere Firenze da un punto di vista diverso, tutto quello che dovete fare è prenotare il tour.

 

 

Il Battistero

E’ probabilmente il più antico monumento di Firenze. Citato per la prima volta in un documento dell'897, ancora non ha una data certa alla quale attribuire la sua costruzione.
Considerato, nel Medioevo, tempio di Marte di età augustea, il Battistero venne successivamente trasformato - nel 310 - in chiesa Cristiana dedicata a Giovanni Battista. Un percorso non confermato storicamente. Quello che  è certo è che il "Bel San Giovanni", come lo chiama Dante nell'Inferno, è un luogo molto caro ai fiorentini, che  hanno proprio San Giovanni come patrono della città (24 giugno). L'effigie del Santo fu riprodotta anche sul Fiorino, antica moneta fiorentina.

Il 6 novembre 1059 il Battistero fu riconsacrato dal Papa e Vescovo di Firenze, Nicola II. Probabilmente in concomitanza con i lavori di ampliamento del vecchio edificio, vennero aggiunti il terzo ordine e la sistemazione del tetto piramidale. Inizialmente l'edificio era impiantato su dei gradini, scomparsi poi con l'innalzamento del piano stradale.

All'interno del Battistero, oltre allo spettacolare pavimento marmoreo, intarsiato in parte con elementi dello zodiaco, anche il fonte battesimale trecentesco di scuola pisana ed i preziosi mosaici che rivestono l'interno della cupola. Oltre  ad una serie di ulteriori opere di altissimo pregio.

L’edificio, dalla caratteristica pianta ottagonale, è noto in tutto il mondo anche per la magnificenza delle tre porte in bronzo dorato, disposte secondo i punti cardinali, sulle quali è scolpita la storia dell'Umanità e della Redenzione.

Si inizia dalla porta centrale, con il Vecchio Testamento, per poi passare alla porta sud, che illustra le storie di San Giovanni Battista. Infine la porta nord, con la storia di Cristo. Queste porte, che sostituirono quelle in legno, furono eseguite da artisti eccellenti: la porta sud (la più antica) è opera di Andrea Pisano; la nord e la est, della anche Porta del Paradiso, sono invece opera di Lorenzo Ghiberti.

Il Battistero, compreso nell'area del Duomo, ha davanti al suo ingresso piazza San Giovanni, ampliata nel corso dei secoli con l'arretramento del Palazzo dell'Arcivescovado.

Badia Fiorentina

Fondato come convento maschile dei Benedettini nel 978 da Willa, madre di Ugo di Toscana (patrono della Badia e lì sepolto) che lo aveva dotato di fattorie e case, era il più antico di Firenze. Del primo edificio della chiesa preromanica che poggiava sulle prime mura della città non è rimasto quasi niente. Per secoli la Badia fu il centro religioso di Firenze e, come ricorda Dante, il campanile della Badia scandiva l’ora di inizio e di fine del lavoro dei fiorentini. Nel 1285 fu deciso di rifare la Badia e Arnolfo di Cambio ne fu l’architetto. Fu orientata verso est e l’ingresso dava su una strada che ora non esiste più. Qui, nella “nuova” Badia il Boccaccio commendò pubblicamente la Commedia di Dante e Giotto fece i suoi primi dipinti, purtroppo andati perduti.
Nel 1627 fu operata una ristrutturazione interna e la chiesa venne ruotata di 90 gradi.
L’interno della chiesa è ricco di opere d’arte. L’ingresso principale è su Via del Proconsolo, ma se si entra dall’entrata secondaria di Via Dante Alighieri si ha una stupenda immagine del campanile del 1300,  una costruzione alta  e slanciata con una fine cuspide che tutt’oggi svetta sul panorama della città.

Museo dell’Accademia

Il museo deve la sua fama alla straordinaria raccolta di opere Michelangiolesche che raccoglie al suo interno. Uno scrigno che comprende anche una collezione di pittura fiorentina dal XIV al XVI sec., gipsoteca ed un prezioso insieme d’icone russe.
La Galleria nacque nel 1784 per volere del Granduca Pietro Leopoldo. Obiettivo, offrire agli allievi della contigua Accademia delle Belle Arti, opere mirabili su cui esercitarsi. In questo senso, furono scelte unicamente opere di scuola fiorentina, l'unica capace di comunicare l'arte.
Nel 1841 le opere presenti nel Museo furono ordinate. Poi, nel 1873, l’arrivo del capolavoro per eccellenza: il David di Michelangelo.
Il Maestro, allora ventiseienne, scolpì la statua dal 1502 al 1504, ricavandola da un enorme blocco di marmo già abbozzato da altri due scultori. I quali, però, abbandonarono il lavoro ritenendo il marmo inadatto ad essere scolpito.
Il David fu realizzato su commissione, per rispondere alla richiesta di un'opera di significato religioso da porre in Duomo. Le vicende politiche dell'epoca cambiarono il corso della storia, portando il David di fronte a Palazzo Vecchio, dove restò fino al suo definitivo trasferimento all'Accademia. Da dove non si è più mosso. Anche nel corso dell'ultima guerra mondiale il David rimase al suo posto, protetto da una calotta in cemento e mattoni.

Bargello

Voluto dalla fazione dei Guelfi che vinsero i Ghibellini nel 1250, cinque anni dopo nacque il primo palazzo pubblico Repubblicano, quale sede del Capitano del Popolo. Successivamente il palazzo divenne sede del Podestà e infine vi risiedette il Capitano di Giustizia detto “Bargello”.
Dentro il palazzo vi erano, oltre alle celle nei sotterranei, una sala di tortura e una cappella dove i condannati trascorrevano la loro ultima notte. Le esecuzioni avevano luogo nell’ampio cortile dov’era montata una forca, abbattuta nel 1782 per volere del Granduca Pietro Leopoldo.
Alle finestre del Bargello, specialmente durante i non rari tumulti cittadini, venivano appesi gli impiccati come monito di supremazia del potere.
Quando il colpevole di un crimine non veniva catturato si ricorreva all’infamia, raffigurandolo sul muro del Bargello.
Nel 1859 è stato trasformato in uno dei più importanti musei fiorentini.